Rivista trimestrale di scienze e storia

Il nuovo Prometeo

da | Giu 9, 2021

La rivista alla prova del rinnovamento: veste grafica, immagini, scelta di contenuti e autori. Con una riflessione sintetica su un trimestrale di scienze e storia. E sul futuro dell’alta divulgazione, nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.

Giunto al suo 39° anno di vita, Prometeo accoglie la sfida di una stagione che impone trasformazioni a tutta l’editoria, compresa quella di qualità.
L’evolvere della tecnologia ha modificato alla radice il concetto stesso di informazione culturale, oggi fruibile sempre più spesso gratuitamente, a ogni ora del giorno e della notte, nelle lingue che si preferiscono. Un passaggio epocale, come si ama dire, che ha cambiato le nostre percezioni, forse anche i bisogni e gli highlight diffusi.
Il panorama che abbiamo di fronte è radicalmente diverso da quello in cui un gruppo di allora giovani intellettuali aveva concepito e dato vita a Prometeo, grazie a Mondadori.
La loro visione, scommettere su una testata di alta divulgazione, impattava in una realtà fertile e consolidata, dove i grandi quotidiani gestivano la centralità del processo comunicativo di ogni giorno e i periodici il necessario approfondimento. Entrambi avevano l’esclusività dei mezzi di stampa.
Non esiste più nulla di tutto ciò. È un bene? Un male? È un fatto, diciamo. Esercizio della critica e multidisciplinarietà restano nel nostro codice genetico, ma con una battaglia in più che il presente ci pone: il primato delle idee. In tutti gli ambiti della conoscenza, ciò che fa la differenza adesso è saper selezionare argomenti e testimonianze del sapere attraverso il prisma di un pensiero originale, di una lettura tra le righe. Qualche volta, se necessario, ribaltando tesi
egemoni. Tutte facoltà che transitano dalla vera ricchezza che possiamo mettere in campo: le persone, chi scrive, chi suggerisce e indirizza, i collaboratori e quel benefico circolo virtuoso che attorno alla rivista prima si addensa e poi si espande.
Prometeo è più ricco, più vivace, più accessibile: d’ora in poi ci sarà per esempio un sito dedicato e cercheremo di fare un uso sapiente dei social media. Una circolarità di temi che trascende il confine nazionale. Del resto un assetto culturale o è internazionale, o non è.
Ultima nota, brevissima: ci sarà un’iconografia armoniosa che gira tra le pagine, fatta di immagini scelte con accuratezza tra mille possibili. La bellezza. Vorremmo che diventasse un marchio di fabbrica, e questa è la nostra promessa.

(Gabiella Piroli)